Caorle.doc

Caorle è un antico porto di origine romana e borgo di pescatori caratterizzato ancora oggi da numerose attività nel settore dell’Ittica, ma anche moderna località balneare.

Caorle, come Venezia, è sempre stata una cittadina proiettata verso le attività del mare, ma ha anche mantenuto saldi rapporti con l’entroterra, come testimoniano le due “autostrade” fluviali, la Livenza che un tempo era navigabile fino a Sacile ed il Lemene che la collegava a Concordia Sagittaria, antico polo mercantile e collegamento con il Nord Europa.

In Valle Vecchia resiste ancora oggi il tipico paesaggio lagunare sopravvissuto alle bonifiche del XX° sec.: qui si può ammirare la varietà floristica e faunistica dei suoi vari habitat, la rigogliosa pineta litoranea e per la cosiddetta spiaggia “della Brussa”, uno dei rari esempi di costa non edificata dell’alto Adriatico, situata giusto a metà tra Caorle e Bibione. L’area di Valle Vecchia è attrezzata per rilassanti passeggiate, birdwatching ed attrezzata per pic-nic.

Caorle oltre che accogliente ed attrezzata località balneare vanta un tesoro che la avvicina a Venezia: un centro storico di origine medievale, sorto come borgo di pescatori, e un’area lagunare di grande pregio naturalistico.

Numerose sono le testimonianze che attestano come Caorle fosse già popolato dal XIII° sec. a.C., soprattutto nella vicina San Gaetano.

Nota dapprima come Portus Reatinum (Plinio il Vecchio), per via del rapporto simbiotico con la colonia Iulia Concordia (il fiume Lemene era chiamato Reatinum flumen), divenne poi Caprulae, ed infine Caorle, si pensa in relazione o alla venerazione della dea Capris o per la presenza di capre selvatiche in quella che anticamente era un’isola lagunare. Alcuni formulano una ulteriore ipotesi secondo cui l’originario nome di Caorle potesse essere Petronia in onore di Petronio Arbitro (I° sec. d.C.), considerato da alcuni il primo turista di questi lidi. I ritrovamenti archeologici sono diffusi anche in mare: nel 1992 è stata rinvenuta al largo di Caorle una nave da trasporto risalente al I° sec. a.C. colma di anfore di vino. L’Amministrazione Comunale ha destinato una parte dell’ex Azienda Agricola Chiggiato, lo stupendo complesso di edifici all’ingresso della città che già ospita gli uffici amministrativi dell’Azienda di Promozione Turistica, la Polizia Municipale e il Centro Promozione Prodotti Agricoli alla creazione di un vero e proprio Museo di Archeologia del Mare.

Seguirono le invasioni barbariche (V°-VI° secolo) e Caorle, a seguito della fuga delle popolazioni dell’entroterra, come Iulia Concordia, verso le isole della laguna, si popolò stabilmente. Le popolazioni dell’opitergino e di Concordia scelsero di rifugiarsi in laguna perché questa rappresentava una vera e propria difesa dalle scorrerie delle orde di barbari a cavallo. Il Medioevo portò anche una forma di abbandono dell’entroterra che causò l’impaludamento della laguna. Questo degrado fu causa di un ambiente malsano che venne recuperato solo con le opere di bonifica del XX° sec.

Le paludi formatesi rappresentarono una sorta di confine: da una parte, nell’entroterra, il Regno Longobardo, dall’altra, la costa tra Ravenna e Grado, allineata con l’Impero Romano d’Oriente. Poi però nacque Venezia.

Caorle, anzi l’antica Caprulae, insieme a Melidissa (l’odierna Eraclea), Rivoalto (Venezia), Equilio (Jesolo), Torcello, Metamauco (Malamocco) pur godendo di una certa autonomia, decisero di unirsi per meglio gestire la crescita, le prime rivalità interne e soprattutto i comuni nemici. Quindi a Eraclea, nel 697, si riunì l’assemblea delle “popolazioni venetiche” e, sotto l’egida del Patriarca di Grado, Paoluccio Anafesto venne nominato primo Doge (Duca) con il compito di “sovrintendere alla difesa generale, vegliare sul mantenimento dell’ordine, convocare le assemblee, amministrazione della giustizia moderazione, nomina dei preposti agli affari di stato, autorizzazione sinodi ecclesiastici nei territori dello stato, imporre decime, gabelle, angherie, censi e tributi.”

Notevole fu lo sviluppo successivo di Caorle e risale al XI° la costruzione del Duomo e del caratteristico Campanile cilindrico.

Caorle subì gravemente le conseguenze dell’occupazione austriaca durante la Prima Guerra Mondiale ed iniziò un periodo di profonda crisi che si risolse solamente negli anni ’60 del XX° secolo con il fiorire delle attività turistiche. Il boom economico spostò parte delle risorse umane dal settore Ittico ad altre attività direttamente o indirettamente collegate al Turismo.

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5 Risposte

  1. caorle, rinomata città del adriatico, grazie alla sua storia antica può e deve essere considerata una meta indispensabile per il mondo del turismo. il centro storico e le sue innumerevoli calle fanno della cittadina marina una splendida cartolina.

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